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L’emergenza COVID-19 sta determinando notevolissime difficoltà per le imprese di autotrasporto che, nonostante tutto, continuano ad operare quotidianamente per assicurare ai cittadini i rifornimenti di derrate alimentari e di beni di prima necessità e per far giungere alle imprese le materie prime ed i semilavorati per mantenere in piedi l’apparato produttivo nazionale.

Tuttavia, è innegabile che, tanto al momento del carico che dello scarico delle merci, i tempi operativi dei camion finiscono per allungarsi in modo consistente a causa della necessità di rispettare le norme dettate dal Governo e dalle Autorità sanitarie in tema di sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro. E tanto più si allungheranno quando diverranno ufficiali le linee guida che il Governo, d’intesa con i sindacati dei lavoratori e le Associazioni del trasporto, sta predisponendo per il settore.

D’altra parte, come è a tutti noto, gli autisti dei nostri camion devono, a pena di pesanti sanzioni,  rispettare le prescrizioni del Regolamento 561/2006 che impone loro limiti estremamente precisi di operatività e tempi di riposo altrettanto lunghi e precisi.

Né, stante la nota penuria di autisti, è possibile nel nostro settore ricorrere a turnazioni che consentano al camion di essere operativo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Il Governo ha già, con una scelta che abbiamo apprezzato, sospeso i divieti di circolazione domenicale per queste due domeniche di marzo e, speriamo, lo farà anche per le successive, almeno fin quando resterà alta l’emergenza coronavirus.

Ma ciò non basta, se poi i camion devono rimanere fermi perché gli autisti sono costretti obbligatoriamente a scendere dal camion e sostare, magari in aree di servizio che rischiano di diventare esse stesse una sorta di campi di quarantena obbligatoria. 

Per questo, nella giornata di ieri UNATRAS si è rivolta con la lettera che pubblichiamo in allegato, alla Ministra De Micheli chiedendo che il Governo italiano, utilizzando la possibilità offerta dalle norme UE per i casi di emergenza, decida una deroga temporanea alla normativa sui tempi di guida e di riposo degli autisti.

Lo hanno già fatto in Spagna, Danimarca e Belgio. Deve farlo anche l’Italia che, per inciso, non è solo la più colpita dall’epidemia e quella in cui sono state prese misure di contrasto tra le più rigide. Ma è anche quella dove le tratte NORD-SUD sono tra le più lunghe d’Europa e  che vede i propri camion obbligati a sostare, anche per ore, alle frontiere dei Paesi confinanti tutti preoccupati di difendere la loro presunta integrità, come se dall’Italia arrivassero, con i camion, anche gli “untori”.

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