A seguito del confronto tra la Presidenza del Consiglio e le associazioni di categoria, il Governo ha definito un pacchetto di interventi d’emergenza e riforme strutturali per scongiurare il blocco dei trasporti che vengono qui di seguito sintetizzati:
Rafforzamento del credito d’imposta (300 milioni totali): Ai 100 milioni già stanziati sono stati aggiunti ulteriori 200 milioni di euro per compensare l’incremento dei costi del gasolio, garantendo una boccata d’ossigeno per i bilanci aziendali.
Dimezzamento dei tempi di compensazione: Dal 1° ottobre 2026, i tempi per il silenzio-assenso sulle istanze di rimborso accise e crediti d’imposta scendono da 60 a 30 giorni (per le domande telematiche), velocizzando l’accesso alla liquidità.
Sospensione dei versamenti fiscali: È stata prevista una moratoria mirata per i mesi di giugno e luglio su determinati adempimenti tributari e contributivi, alleggerendo la pressione fiscale immediata sulle imprese.
Ripristino della Consulta Generale dell’Autotrasporto: È stata annunciata la creazione (o riattivazione funzionale) di un tavolo permanente della Consulta. Questo organismo fungerà da sede istituzionale di confronto continuo tra Governo e associazioni, con l’obiettivo di monitorare i costi di esercizio e definire regole condivise per la trasparenza dei prezzi e la sicurezza stradale.
Questo approccio mira a trasformare la gestione dell’emergenza in una pianificazione strutturale, evitando che il settore debba ricorrere alla minaccia del fermo nazionale per veder riconosciute le proprie istanze.