Fai-Federazione Autotrasportatori Italiani propone al governo “l`attivazione di una cabina di regia istituzionale, che preveda la partecipazione delle autorità competenti in materia e si avvalga anche del contributo delle parti sociali” per “vigilare sull`andamento dei prezzi dei prodotti energetici”.
E` quanto si legge in una lettera inviata dal presidente, Paolo Uggè, ai due vicepremier, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “La chiusura dello Stretto di Hormuz, seguita allo scoppio del conflitto in Iran, ha prodotto effetti immediati sui mercati energetici – spiega -. Alla riapertura delle Borse, lo scorso lunedì, le quotazioni del greggio (Brent e WTI) hanno fatto registrare un aumento compreso tra 1`8 e il 9%, mentre, per quanto riguarda il gas naturale, le quotazioni dell`indice TTF si sono attestate su un incremento pari a circa il 33%”. L`associazione, visto che il carburante “incide per circa il 30% sul costo totale di esercizio”, con dinamiche “particolarmente esposte a eventuali rincari improvvisi”, ha chiesto alle proprie realtà territoriali di “segnalare la presenza di fenomeni legati alla speculazione”.
Uggè sottolinea che “dalla nostra base associativa sto ricevendo in queste ore segnalazioni di dinamiche di mercato di difficile interpretazione: aumenti del prezzo del gasolio acquistato sul mercato extrarete sensibilmente superiori a quelli rilevati sulla rete di distribuzione pubblica; incrementi del prezzo dell`HVO, pur non trattandosi di un prodotto petrolifero; nonché segnalazioni di asserite carenze negli stoccaggi per gli acquisti in extra-rete”.